Il suo regno *A* Stava in cucina, trafficando fra i fornelli. Visto che non stava facendo lezione, si era messo in borghese - non che normalmente avesse chissà quale divisa, ma vabbé. Indossava dei semplicissimi jeans, abbastanza comodi per stare in cucina a fare avanti e indietro fra fornelli e scaffali, e una maglia a collo alto, nera e a maniche lunghe. Niente di più semplice. I capelli erano legati in un codino basso, per evitare che svolazzassero in cucina: e ovviamente, aveva un grembiule. ...parliamone. Un grembiule con i girasoli che sorridevano. E sotto, c'era scritto qualcosa di inquietantemente simile a "Smile to your life!". ...Non si può chiamare questo soggetto: "docente". Non si può e basta.
So, the Mad Hatter caught poor Alice in his creepy trap.
La farfalla nera aveva già svolazzato lungo un paio di corridoi, incurante degli sguardi attoniti dei passanti occasionai - umani o non -, diretta alle cucine. Trovò la porta socchiusa - per fortuna -, quindi si intrufolò lì dentro, il battito delle ali che era un tantino diverso dal solito placido, sembrava quasi che avesse fretta. Una volta individuato il docente, gli si piazzò davanti, appollaiandosi sul manico di una padella. Aprì e richiuse le ali nere, schizzate di un liquido che era di un rosso scuro quasi inquitante, come per attirare la sua attenzione. Difficile non riuscirci, ne?
you ask if i'm alright, and i'll sit there for a minute, my head in my hands thinking 'no, no, no. i'm not alright. i'm hurting and i want to cry and cry and cry until it doesn't hurt anymore. i'm the furthest thing from alright that there is' but i'll look up and smile, tears ever so slightly glazing my eyes and i say i'll be fine. and you'll say 'okay'.
La sua attenzione l'aveva già attirata nel momento stesso in cui era apparsa, strappandogli quel sorriso che le rivolgeva sempre, nemmeno fosse una parente tanto attesa che non vedeva da tanto. Ad un'occhiata più attenta, però, l'espressione si era fatta seria. Insomma, un po' falsato nell'aspetto, ma era e restava un vampiro: l'odore del sangue lo riconosceva. E non gli era certo passato inosservato quello sulle ali della farfalla. Una connotazione preoccupata nello sguardo, mentre spegneva i fornelli. L'odore di quel sangue era... fin troppo simile a quello di Edward, anche se non era sicuro al 100% che fosse il suo. Tolse il grembiule con un gesto fluido e veloce, lo sguardo azzurro sulla farfalla: Guidami.; mormorò semplicemente.
So, the Mad Hatter caught poor Alice in his creepy trap.
La farfalla tornò a librarsi in aria, come ad obbidire al Vampiro, tornando poi ad uscire dalla porta, seguendo più o meno lo stesso percorso di prima, all'indietro. Si fermò davanti ad una porta, svolazzando avanti e indietro, non potendo proseguire oltre. E si, Edward si era praticamente rinchiuso nella sua camera. Per fortuna si era accertato di coprire l'odore del sangue, onde evitare di allertare i Vampiri, o qualche altra creatura all'interno della scuola. Schiena contro il freddo del muro, il viso rivolto verso l'alto, lo sguardo un pò annebbiato e l'espressione neutra, il sangue - mischiato, suo e non - che ricopriva numerosi parti del corpo, mani in primis. E no, non aveva guidato lui la farfalla da Yuui. Forse aveva perso lucidità a tal punto che quella aveva agito da sola - e lui non ne era al corrente, tra l'altro.
you ask if i'm alright, and i'll sit there for a minute, my head in my hands thinking 'no, no, no. i'm not alright. i'm hurting and i want to cry and cry and cry until it doesn't hurt anymore. i'm the furthest thing from alright that there is' but i'll look up and smile, tears ever so slightly glazing my eyes and i say i'll be fine. and you'll say 'okay'.
Aveva immaginato di doversi spingere molto oltre la scuola, immaginando Edward in uno scontro e, per forza di cose, collegando istantaneamente quell'ipotesi alla foresta. Per questo, ritrovandosi di fronte alla porta della sua stanza, era stato piuttosto perplesso in un primo momento. Aveva inspirato, sentendo un odore di sangue dall'altra parte, qualcosa di indecifrabile anche se c'era una leggera scia di quello di Ed. Sospirò impercettibilmente, aprendo la porta il tanto che bastava a sgattaiolare dentro e richiudendosela alle spalle subito. Solo allora, posò lo sguardo su Edward, individuandolo contro il muro. Si bloccò sul posto, il sangue raggelato nelle vene a guardarlo.
So, the Mad Hatter caught poor Alice in his creepy trap.
Al sentire lo scatto della porta, rimase immobile e spostò soltanto lo sguardo, che era quanto di più Demoniaco si ci potesse immaginare, la pupilla stretta e in netto contrasto con l'oro abbagliante dell'iride - come se si stesse aspettando un qualche altro attacco. Dopo averlo messo per bene a fuoco e registrato mentalmente che era Yuui, lo sguardo tornò davanti a sè, perdendo appena quel barlume non umano di prima. Era Yuui, era Yuui. La farfalla doveva aver seguito il suo subconscio.
you ask if i'm alright, and i'll sit there for a minute, my head in my hands thinking 'no, no, no. i'm not alright. i'm hurting and i want to cry and cry and cry until it doesn't hurt anymore. i'm the furthest thing from alright that there is' but i'll look up and smile, tears ever so slightly glazing my eyes and i say i'll be fine. and you'll say 'okay'.
Si era immobilizzato, a quell'occhiata demoniaca, lasciandogli il tempo di riconoscerlo. Solo quando lo aveva notato rilassarsi, si era staccato dalla porta, avvicinandosi a lui e chinandosi. Lo occhieggiò: c'era sangue, ma non solo suo, il che era un bene visto la quantità. Al momento, non sembrava si stesse chiedendo di chi fosse quello in più. Controllava solo dove ci fossero delle ferite e dove no, in maniera meticolosa e senza parlare. Prese una delle mani fra le sue, iniziando a controllare da lì. Quasi non sembrava un Vampiro, apparentemente per nulla tentato dal sangue.
So, the Mad Hatter caught poor Alice in his creepy trap.
Solo quando gli prese la mano rivolse lo sguardo - assente, quasi - a lui, come se stesse cercando di capire cosa stava facendo l'altro, senza dire o fare qualcosa. In realtà voleva essere certo di riuscire a calmarsi del tutto. Non voleva per nessuna ragione al mondo aggredirlo, e per giunta senza un motivo. E poi non riusciva a ragionare bene. E ciò era male. Abbassò lo sguardo sulla mano che stava tenendo l'altro, per poi tornare su di lui. Non sapeva cosa dire. N-Non... Con un sospiro lieve, socchiuse gli occhi, senza però distogliere lo sguardo dall'altro, come se lo stesse studiando.
you ask if i'm alright, and i'll sit there for a minute, my head in my hands thinking 'no, no, no. i'm not alright. i'm hurting and i want to cry and cry and cry until it doesn't hurt anymore. i'm the furthest thing from alright that there is' but i'll look up and smile, tears ever so slightly glazing my eyes and i say i'll be fine. and you'll say 'okay'.
Non sembrava calcolarlo minimamente, in realtà, o comunque non prestare attenzione alle sue eventuali parole. Aveva occhieggiato la farfalla, cosciente del fatto che era troppo piccola per chiederle di portargli un panno. Doveva allontanarsi, seppur per poco. Sospirò: Un secondo solo., disse, non si capiva se era un monito, una promessa o cos'altro. Si mosse tanto velocemente che, se non aveva impiegato un secondo, era stato al massimo uno e mezzo. Panno alla mano, prese di nuovo quella di Edward fra le sue, iniziando a ripulirla dal sangue, per controllare la presenza di eventuali ferite. Sembrava intenzionato a fare lo stesso con ogni minima parte sporca del liquido rosso.
So, the Mad Hatter caught poor Alice in his creepy trap.
Continuò a non capire cosa volesse fare, almeno finche non tornò con il panno e tornò a prendergli la mano. Con un lieve scatto sfuggì alla sua presa, per fermagli la mano a sua volta. Scosse il capo, quindi lo lasciò andare per sbottonare la camicia - a dire il vero gli ultimi bottoni li fece saltare -, rivelando una macchia inditinta di rosso all'altezza dell'addome - sembrava che avessero tentato di strappargli la pelle, anche se non con ottimi risultati. Abbassò lo sguardo alla ferita, per poi tornare sul viso dell'altro. Lui sembrava invece che stesse benissimo, guardandolo soltanto in viso, come se non provasse dolore.
you ask if i'm alright, and i'll sit there for a minute, my head in my hands thinking 'no, no, no. i'm not alright. i'm hurting and i want to cry and cry and cry until it doesn't hurt anymore. i'm the furthest thing from alright that there is' but i'll look up and smile, tears ever so slightly glazing my eyes and i say i'll be fine. and you'll say 'okay'.
La reazione forse fu inaspettata. Quantomeno, era qualcosa mai successa con Edward. E raramente dentro e fuori la scuola. Gli occhi erano diventati sottili e dorati, e si era lasciato sfuggire un ringhio sommesso. Tuttavia, si era morso appena il labbro inferiore, tacendo e cercando di trattenersi, l'iride che lentamente tornava azzurra. Molto lentamente. Passò il panno con una delicatezza quasi insospettabile su quella ferita, cercando di analizzare il modo più efficiente per guarirla. Non conosceva i tempi di ripresa dei demoni, dopotutto.
So, the Mad Hatter caught poor Alice in his creepy trap.
Al ringhio, instintivamente si mise all'erta, un lampo negli occhi ferini, tornando ad aprirli completamente, sempre sull'altro. Poi, si rilassò. Si, praticamente si era abbandato ad un Vampiro, coperto di sague com'era. Ma di lui si fidava. ...In effetti, forse, si fidava soltanto di lui. Inspirò piano, come se troppa aria tutta insieme gli facesse male, mentre tentava di concentrarsi per tenere a bada l'istinto. E, beh, non sapeva quanto sangue aveva perso, ma cercava anche di non perdere conoscenza, mentre che c'era.
you ask if i'm alright, and i'll sit there for a minute, my head in my hands thinking 'no, no, no. i'm not alright. i'm hurting and i want to cry and cry and cry until it doesn't hurt anymore. i'm the furthest thing from alright that there is' but i'll look up and smile, tears ever so slightly glazing my eyes and i say i'll be fine. and you'll say 'okay'.